LETTERA: Le disattenzioni dei Parchi d’Abruzzo

Spett.le Ministro dell’Ambiente

Spett.le Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Spett.li Presidente e Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Spett.le Ente Parco Nazionale della Majella

Spett.li Presidente e Direttore del Parco Nazionale della Majella

 

La scorsa settimana ho trascorso con la mia ragazza tre giorni nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise e tre nel Parco della Majella. Pur avendo apprezzato alcuni sforzi per la tutela delle aree da noi visitate, ed in particolare nell’area della Majella, le attività di rimboschimento e la varietà di flora e fauna, non posso fare a meno di provare una certa delusione e la voglia di chiarimenti.

Il problema fondamentale sta nel fatto che la rete sentieristica dei due parchi è incompleta, spesso incomprensibile, dotata di cartellonistica insufficiente e, di frequente, danneggiata. Spesso le indicazioni sono dipinte su rocce nascoste dalla vegetazione e appaiono quasi del tutto sbiadite. Inoltre, soprattutto per quello che riguarda il Parco della Majella, i sentieri battuti non corrispondono alle indicazioni fornite dalla carta ufficiale del Parco. Risulta, così, davvero difficile orientarsi e trovare i sentieri giusti e nonostante il nostro spirito di adattamento spesso ci siamo imbattuti in turisti che come noi, non avevano idea di dove andare.

Inoltre, i centri del Parco non forniscono più indicazioni di quelle che si trovano sulle mappe e quelle poche notizie date dagli operatori sono spesso imprecise o generiche. Lungo i sentieri è facile confondere i segni che indicano numeri e colori ed è palese l’incapacità di promuovere la mobilità a piedi. Avendo, infatti, deciso di spostarci con i mezzi pubblici e muoverci nel parco a piedi, abbiamo potuto constatare come la maggior parte dei percorsi sia agevolata per le auto e totalmente complicata per gli amanti del trekking (di certo più ecologico e compatibile con gli scopi di un Parco Nazionale).

In entrambi i Parchi abruzzesi, poi, abbiamo udito spari di fucile a grosso calibro, probabilmente diretti ai cinghiali.

Per ultimo, va segnalato che in occasione di feste e sagre, spesso i paesi all’interno dei due Parchi ricorrono ai fuochi d’artificio, il cui scoppio fa eco tra le montagne, creando un serio disturbo per animali come i lupi, sensibili a tali tipi di rumori. Sarebbe auspicabile il divieto per i paesi che ricadono all’interno del Parco di utilizzo di fuochi d’artificio.

In ogni caso, simili disattenzioni non fanno altro che disincentivare il turismo nei Parchi Nazionali, lasciando spesso i visitatori delusi dalle carenze gestionali.

A questo punto, viste anche le ultime lamentele per il Parco del Pollino, ci si chiede a cosa servano i soldi elargiti agli Enti Parco e perché, soprattutto nella stagione di maggior turismo, non venga ristrutturata la cartellonistica e migliorata la rete sentieristica?

 

Da naturalista molto deluso, attendo risposte concrete,

Roberto Cazzolla

Biologo Ambientale


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