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Oggetto:
pagamento ingiusto
Segnalazione di: falcone3@alice.it
- 31 maggio 2006
Manifesto
il mio disappunto e quello di tanti i residenti nella provincia della
Spezia perchè costretti al pagamento per il transito sui sentieri del
Parco. Unico caso in Italia.Per contro, subiamo il disagio provocato dai
numerosissimi pulmann recanti turisti diretti alle Cinque Terre, che
intasano Viale Italia e Via Fieschi vi sembra giusto?
Oggetto:
discarica e ambiente
Segnalazione di: Lorenzo Cambiaghi - mail:
lorr.ka@gmail.com - marzo 2006
Vi scrivo per denunciare uno scempio ambientale nel territorio agricolo compreso tra Concorezzo e Villasanta (MI), dietro la discarica di Villasanta.
Questo territorio viene considerato "zona agricola", e non è infatti permessa la costruzione edile.
Da sempre, questi terreni vengono coltivati dalla gente di Villasanta e Concorezzo, ma con il tempo sono stati sempre più asssediati da superstrade ed industrie, aumentando così l'inquinamento dei prodotti lì coltivati.
Da qualche anno a questa parte, dinnanzi a questa area è stata aperta una discarica dove i cittadini di Villasanta possono portare i rifiuti.
La costruzione di quest'opera però, non rispetta minimamente il già inquinato (e ipocritamente protetto) territorio agricolo adiacente, in quanto contribuisce notevolmente all'inquinamento dei terreni e delle coltivazioni.
In particolare, dopo le giornate ventose che hanno caratterizzato la prima metà del mese di marzo 2006, l'area agricola è stata letteralmente invasa da una miriade di latte alimentari provenienti dalla discarica,
che hanno portato oltre ad un serio danno per i terreni, anche una puzza insopportabile.
Ritengo opportuno denunciare un fatto del genere, in un territorio dove le zone agricole sono ridotte all'osso e le poche ancora esistenti vengono ogni giorno impoverite dai continui attacchi da parte delle ditte e discariche circostanti.
Vi prego di intervenire e limitare l' inquinamento di quelle zone, che secondo me dovrebbero essere rivalutate, per mostrare alla gente come era una volta il nostro territorio.
Ringrazio anticipatamente, e porgo distinti saluti.
Lorenzo Cambiaghi.
Oggetto:
PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE
QUATTRO ANNI FA (2002) INIZIAVA IL SUO SMANTELLAMENTO
UN ANNIVERSARIO DA NON CELEBRARE
Segnalazione di: COMITATO PARCHI - mail: natura@comitatoparchi.it
- febbraio 2006
Ricorre il giorno 2 marzo 2006 il Quarto Anniversario di una data che
nessuno celebrerà, e forse neppure ricorderà, perché sepolta è ormai anche la
memoria di ciò che un giorno esisteva, e poi di colpo finì nel nulla. Il giorno
2 marzo 2002, infatti, iniziava il sistematico smantellamento, lungamente preparato e poi massicciamente realizzato con il consenso di tutte le forze
politiche (Verdi non esclusi), di quello che era stato considerato per lungo
tempo il più antico, conosciuto, amato e apprezzato Parco Nazionale d’Italia: il
(fu) Parco Nazionale d’Abruzzo.
Il Comitato Parchi – unica voce libera che continua a parlare ancora di questa vicenda, nell’assordante silenzio di molte altre Associazioni (sedicenti)
ambientaliste – non intende qui ricostruire la lunga ed incredibile vicenda, la
quale segnò anche, è bene sottolinearlo, l’inizio della disgregazione di tutti i
Parchi italiani. Desidera invece dimostrare, con pochi ma chiarissimi esempi,
come lo smantellamento dell’ex “Parco pilota” risulti ormai praticamente
completato, senza che nessuno, nella comunità scientifica o nei mezzi di informazione, nel mondo culturale o nei gruppi ecologisti, abbia mai alzato un
dito, o emesso qualche flebile gemito, per tentare di impedirlo, o almeno di
arginarlo.
L’impresa più recente e vistosa del Parco è stata la soppressione di fatto
del Centro Internazionale di Villetta Barrea, una struttura che sembrava destinata ad ospitare non soltanto un Centro Visita di grande richiamo, ma anche
un Ostello della Gioventù aperto al miglior Volontariato italiano ed internazionale, ed una Sede ideale per tutte le Attività e le Manifestazioni
culturali: artistiche, musicali, folcloristiche e sportive.
Ma non troppo diversa è la situazione del Centro Camoscio di Opi, ormai in
abbandono completo nonostante le vibrate proteste del Comune, e dell’adiacente
Area Faunistica, vuota da anni senza ragioni plausibili, mentre il Parco avrebbe
dovuto ricostituirvi un piccolo branco di Camoscio d’Abruzzo, la più grande
attrazione eco-turistica del villaggio. Del Centro Foresta di Val Fondillo, da
tempo programmato e molto atteso, non si parla neppure più… E sì che Opi era
stato il primo tra tutti i Comuni abruzzesi, nel lontano 1921 (esattamente 85
anni or sono!), a cedere in affitto ai promotori del Parco la cosiddetta Costa
Camosciara, vale a dire la parte più inaccessibile della montagna, dove all’epoca si rifugiavano gli ultimi camosci sfuggiti allo sterminio.
Le ragioni di questa progressiva autodistruzione (cui moltissimi altri collaborano, se non altro per l’incredibile e complice silenzio che avvolge ogni
cosa) sembrano assai ardue da comprendere, e ancor più difficili da spiegare.
Prendendo ad esempio il caso di Opi, il rifiuto di riportare i camosci appare un
mero atto di ostruzionismo, perché il Parco, grazie all’impegno della precedente
gestione, dispone attualmente di una ricca popolazione di tali ungulati. Questi
animali, in passato generosamente ceduti anche agli altri nascenti Parchi Nazionali d’Abruzzo, sono ormai fuori pericolo in Abruzzo: ed è proprio di
questi giorni la notizia che l’ultimo censimento alla Maiella ne ha contati
oltre 300 individui, discendenti dei 30 introdotti negli Anni Novanta; una decuplicazione che ha l’effetto non solo di disintegrare certe malevole critiche
dell’epoca, ma anche di superare largamente ogni più rosea previsione.
Approfondendo poi l’analisi sul recente comportamento dell’Ente, emergono
fatti e situazioni tali, da destare notevole perplessità e sconcerto. La scorsa
estate lo Zoo di Monaco di Baviera, che in virtù dell’antico Gemellaggio e dei
precisi accordi con la precedente Direzione del Parco si era assunto l’onere di
allevare il camoscio appenninico, studiarne biologia e parassitologia e farlo
conoscere meglio al grande pubblico europeo, ha continuato la restituzione dei
giovani, inviando tre individui in ottima salute: che tutti pensavano destinati,
come del resto sarebbe stato doveroso, all’Area Faunistica di Opi. Invece se ne
sono perse le tracce, e da successive indagini svolte superando incredibili cortine di silenzio – l’opacità più cupa sembra infatti aver sostituito la
trasparenza d’un tempo – sembrerebbe che i poveri animali, trasportati
segretamente in località lontana dal Parco, siano quasi tutti morti in
circostanze ancora da chiarire.
Se si aggiungono a questo fatto le molte lacune e contraddizioni nella gestione e nell’informazione faunistica, le stragi di orsi, lupi e
cervi degli scorsi anni, le enormi carenze delle attività di sorveglianza e di contatto con
pastori e visitatori, e il dilagare degli abusi di ogni genere – costruzioni,
tagli illegali, invasioni di veicoli fuoristrada e di bestiame brado, bracconaggio, disaffezione del personale e via dicendo – non desta troppa
sorpresa il fatto che del “Parco di eccellenza” non si parli quasi più: e che
persino la prestigiosa inclusione nella categoria dei Pan Parks, positivamente
avviata fin dall’anno 1997, sia stata ormai di fatto soppressa, con la probabile
futura attribuzione di questo importante titolo a qualche altro Parco abruzzese.
In definitiva, sembra ormai difficile negare che purtroppo il povero Parco, e con esso tutta la complessa realtà culturale, sociale ed
economica collegata, stiano inesorabilmente precipitando in un profondo abisso, dal quale
non sarà certo facile risollevarsi.
Roma, 8 febbraio 2006
Comitato Parchi
Oggetto:
maestosi alberi abbattuti
Segnalazione di: Comitato Alta Murgia Santeramo
- gennaio 2006
Carissimi amici,
un fatto molto grave è accaduto sul territorio di Santeramo durante questi giorni, mentre tutti eravamo intenti a passare serenamente le feste. Qualcuno ha
pensato bene di fare al nostro patrimonio ambientale ed alla comunità santermana
un bellissimo regalo compromettendo quasi definitivamente uno degli angoli più
belli, suggestivi ed intatti del nostro territorio: il Bosco della
Gravinella. Quel paesaggio da sogno generatosi all'interno di una gravina
maestosa, fatto di lecci altissimi, di felci, licheni, muschi e piante rare, presenti solo in
ambienti nordici, quel paesaggio da sempre invidiato ai santermani, studiato da
professori, botanici, naturalisti e già presente in tanti libri sulla natura
della Puglia come uno dei biotopi forestali più importanti della regione, carico
di leggende e di storia, protetto da leggi europee ed interessato da una richiesta di inclusione all'interno del
Parco Nazionale dell'Alta
Murgia, d'ora in poi non sarà più lo stesso. Le motoseghe e le ruspe stanno distruggendo in
tempi velocissimi tutto quello che la Natura con il tempo lento delle stagioni
aveva creato. Gli alberi maestosi vengono abbattuti per lasciare spazio ai piccoli, l'habitat fatto di pietre carsiche compromesso dalla ruspa che si muove
all'interno della lama indisturbata e in alcuni punti dalle strade che sono state aperte per permettere il passaggio della stessa. Lo so, anche a noi non
sembrava vero quando ci è stato riferito e ancora oggi dopo averlo visto con i
nostri occhi stentiamo a crederci. Ma sta succedendo veramente! La beffa è che
il tutto è stato consentito al proprietario dagli organi competenti, a quanto ci
hanno risposto sino ad ora le guardie forestali, anzi il tutto fa parte di un
progetto "di miglioramento", finanziato addirittura con fondi europei! Ma qualcosa non quadra, il tecnico naturalista della Regione che, dopo nostra
segnalazione, è stato sul luogo ha parlato di vero e proprio scempio ambientale,
che nessuno mai avrebbe autorizzato. Bisogna muoversi urgentemente per impedire
a questa distruzione di andare avanti, il rischio è di perdere veramente per
sempre questo capolavoro di biodiversità, patrimonio di tutti noi.
Quello che vi chiediamo è di spargere il più possibile la notizia, di andare sul
posto e continuare a domandare chiarimenti a chi sta effettuando questo taglio,
telefonare al comando forestale ed interessare gli organi competenti di tutto
l'accaduto. Nel frattempo si sta cercando di formare un Comitato per riuscire ad
essere più forti e bloccare questo scempio il più presto possibile e chiedere a
chi dovere com'è stato possibile, chi è il responsabile di questo danno ambientale che sembra irreversibile. Si è deciso di convocare una prima riunione
organizzativa per il giorno martedì 3 gennaio 2006, alle ore 19, presso la sede
del periodico locale Partecipare, in Via San Giuseppe, 29. Chi è interessato
alla questione e vuole contribuire a questa battaglia è invitato a parteciparvi
e soprattutto a diffondere questo comunicato e coinvolgere amici e conoscenti,
vi ricordo che i tempi sono molto ristretti, quindi è necessario essere compatti, agire efficacemente ed in fretta.
Comitato Alta Murgia Santeramo
ALTRE
DENUNCE
Oggetto:
Strutture precarie
- Monopoli (Ba)
Segnalazione di: Franco
- ottobre 2005
In località Monopoli su tutto il littorale appartemente al Comune, esistono
strutture Precarie autorizzate solo per il periodo Estivo, per attività
commerciali e non; le quali sono regolamentate da normative fatte dal Comune
di Monopoli (per le quali devono essere smontate a fine stagione con
ripristino dell'area). Puntualmente ogni anno nessuno smonta e ripristina
L'area e da parte delle Autorità non vi è nessun controllo e attuazione
del REGOLAMENTO DELLE STUTTURE PRECARIE; Il Quale prevede di attuare lo
sgombero e il ripristino dell'area da parte del comune attuando la Polizza
fidussoria pretesa dal Comune al momento della Concessione, da usare appunto
quando il concessionario non rispetta i termini per la smontaggio e il
ripristino.
Vorrei
sapere a chi si deve denunciare questa cosa in modo che le autorità
competenti facciano il loro dovere o spieghino il perchè non lo fanno.
ALTRE
DENUNCE
Oggetto:
S.O.S lago lucrino
- Pozzuoli (Na)
Segnalazione di: Rapatan
- agosto 2005
La foce che tiene vivo questo bellissimo specchio d'acqua si sta da
moltissimo tempo insabbiando ostacolando il necessario riflusso delle acque
interne. Si sta prosciugando sotto gli occhi di tutti coloro che ci vivono,
ci lavorano. Peccato davvero!
ALTRE
DENUNCE
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