Nasce dopo 15 anni di discussioni il Parco Nazionale Val d'Agri Lagonegrese

 

 

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09-06-2006 - È nato il Parco Nazionale Val d'Agri Lagonegrese

Sono passati 15 anni dalla prima candidatura nel 1991 all'istituzione di questo Parco, per via delle continue discussioni e controproposte, segnate dalla presenza del petrolio in Val d'Agri. Il commento del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e di Legambiente

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica che fissa i confini del Parco Nazionale Val d'Agri Lagonegrese Appennino Lucano. L'iter del parco è stato per lungo tempo rallentato dall'interesse delle compagnie petrolifere interessate ad effettuare ricerche ed estrazioni di idrocarburi nell'area parco. Il Decreto del Presidente della Repubblica istituisce ora l'Ente Parco e le misure di salvaguardia.
Sono passati 15 anni dalla prima candidatura nel 1991 all'istituzione di questo Parco, su carta, con la legge 426 del 1998, per via delle continue discussioni e controproposte, segnate appunto dalla presenza del petrolio in Val d'Agri.

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo.
«La nascita del parco nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese, restituisce ai territori un'occasione importante per il loro sviluppo e conferma la capacità progettuale ed istituzionale messa in campo dalla Regione per valorizzare in modo sostenibile e responsabile le risorse di cui è straordinariamente dotata la Basilicata - ha dichiarato il Presidente della giunta regionale, Vito De Filippo – e d'ora in poi, le amministrazioni dell'area e le comunità locali potranno esprimere con maggiore efficacia il loro protagonismo, facendo leva sulla qualità dei servizi turistici e sull'allargamento delle attività produttive, da cui provengono significative opportunità anche per invertire il processo di spopolamento che si registra».
«La scommessa, ha proseguito De Filippo, su cui le Istituzioni intendono continuare a puntare è perciò quella dell'equilibrio della coesione sociale con la competitività economica, per fare dei territori luoghi privilegiati in cui s'incrociano le vocazioni produttive, la creatività delle giovani generazioni e l'intraprendenza imprenditoriale. Per questo nella lunga battaglia per l'istituzione del parco nazionale della Val'Agri-Lagonegrese che abbiamo condotto contro la disattenzione e l'ostruzionismo manifestati dal ministero dell'Ambiente del governo Berlusconi, siamo riusciti ad impegnare positivamente la stessa Conferenza Unificata che ha dato voce ed autorevolezza alle ragioni della piccola, ma determinata Basilicata. Così la vicenda riguardante la perimetrazione del parco e l'inclusione della montagna di Caperrino ha rappresentato un modello giusto e solidale di federalismo in grado di perseguire il principio dell'autodeterminazione dei territori nei processi di sviluppo».

Legambiente considera importante la nascita del Parco Nazionale della Val d'Agri e del Lagonegrese perché si aggiunge finalmente un importante tassello, che ancora mancava, per realizzare una politica globale di conservazione della biodiversità e di sviluppo sostenibile sull'intero Appennino.
La Val d'Agri, cerniera naturalistica di collegamento tra il Cilento ed il Pollino, è fondamentale per realizzare il progetto Ape–Appennino Parco d'Europa la strategia di sistema per valorizzare il territorio nel rispetto del principio della conservazione della biodiversità, e può contribuire in maniera determinante a favorire un nuovo modello di sviluppo del mezzogiorno, basato su un forte progetto di conservazione della natura e di valorizzazione delle risorse culturali, ambientali e di un'agricoltura vitale e di qualità.

Legambiente, sottolinea in un comunicato, «torna ad apprezzare il comportamento della Regione Basilicata che ha sempre confermato in questi ultimi anni la volontà di istituire il Parco Nazionale ribadendo l'impegno assunto dall'intero Consiglio Regionale della Basilicata nel dicembre 2002, volontà che fino ad oggi non aveva trovato ascolto anche per grave responsabilità del ministro Matteoli. Speriamo che questo sia il primo segnale dell'avvio di una nuova stagione di rilancio dell'intero sistema delle aree protette italiane. Ripartire dal Parco della Val d'Agri in Basilicata anche per ripensare globalmente il sistema regionale delle aree protette che andrebbero maggiormente sostenute, sia con maggiori investimenti finanziari, sia dotandole delle strutture tecniche, scientifiche e gestionali necessarie al loro funzionamento ed a garantire la messa in pratica di adeguate politiche di tutela e valorizzazione dei nostri Parchi».

 

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